Cappella rupestre di San Vito

Camerota, Salerno

Descrizione

La Cappella, scavata nel banco di roccia arenaria, di modeste dimensioni (mt2x2x2 circa), presenta un impianto quadrangolare su cui si aprono due nicchie semicircolari sui lati: la parete di fondo è articolata in una struttura rettangolare affiancata da due ulteriori nicchie, la copertura è piana.

Nel vano rettangolare una interessante decorazione, non figurativa e simbolica, è polarizzata sulla immagine di una croce inclusa entro un clipeo, un sintagma di chiara impronta paleocristiana.

Si tratta di un luogo di culto assai antico, da datarsi probabilmente entro il VI secolo d.C. In merito alla sua tipologia, si tratta di un unicum che nulla ha che vedere con le chiese trichore, particolarmente diffuse in Sicilia in epoca paleocristiana.

Di particolare interesse è la dedica a san Vito, un giovane militare di origine siciliana martirizzato presso il fiume Sele, che scorre in Cilento - non lontano da Castelcivita - e di cui si conserva un ciclo frammentario nel santuario micaelico rupestre di San Michele Arcangelo ad Olevano sul Tusciano, all'interno del quale si trovano sette cappelle costruite: in quella più grande, di pianta basilicale, in fondo, nel presbiterio, è inalveolato un ciclo frammentario con scene del martirio di San Vito (fine del X secolo).

Il culto di questo santo risulta ampiamente diffuso a partire dal tardo V secolo.

 

fonti della prof.ssa Marina Falla Castelfranchi, professore ordinario di Storia dell'Arte Medievale e Bizantina , Università degli Studi del Salento (LE).

 

 

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